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-attimo poetico- Archives - Nemus Loren
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L’ultimo ballo

E fecero un walzer, uno di quelli infiniti e senza sosta. Lo fecero nel mondo, tra le mura di un ospedale, tra quelle di una cappella e di un’università. Non c’erano confini, non c’era il tempo che di colpo si era sfaldato come sotto la forza di un terremoto risentito. Tutto cadeva e veniva su magicamente, tutto sotto la forza dell’illusione che copriva i ricordi e la realtà, che andava oltre fin dove l’immaginazione poteva…

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Sei la neve.

Allargò le braccia ed inizio a camminare guardando in alto, nel cielo nuvoloso e pieno di pioggia, grigio e pronto a sparare. O pioggia, pioggia amica mia, scendi ora su di me. Io non ti ho dimenticato mio piccolo amore, ti tengo dentro al caldo e ti riparo da questo freddo gelido. Perchè ancora tutto qui parla di te, ed ovunque io possa girarmi vedo me, ed al mio fianco ci sei anche tu. Sono…

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Che scende su un viso nel buio.

Sono l'uomo che cammina da solo, la ferita che diventerà cicatrice. Sono un coma, profondo ed impetuoso. Sono l'ultimo respiro prima di dormire. Io sono cose mai dette. Sono la pelle screpolata al sole, il gelato sciolto nelle mani di un bambino. Io non esisto, se non in queste parole. Io sono la lacrima che  scende su un viso nel buio.

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Tra una riga e l’altra…

Respira questa aria, è la vita che si sveglia anche stamattina e dona ad un vecchio la gioia di guardare il mondo. E la novità del benessere entrerà in te come è stato per un tempo passato ma bello, passeranno i mali e tornerai a sorridere sincero con qualcosa tra le mani, nuovamente. Pensa bene a quel che hai fatto, ai tuoi passi e a dove vuoi arrivare. Taglia i rami e pensa alla cima,…

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Infiniti colori, infinite immagini…

Ricordo lo studio di mio nonno come se ci stessi dentro ancora oggi, Jack, di quando entravo e giocherellavo per tutta la stanza tra i suoi cimeli ed i libri pieni di polvere. Il regno animale, la grande enciclpedia medica.. quanto ne avrei letti se solo avessi saputo farlo. Ma mi accontentavo delle figure e, quando me lo permetteva, del Caleidoscopio. Sai cos'è un caleidoscopio Jack? E' la metafora dell'amore, diceva mio nonno. Dell'amore, capisci?…

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Le notti solitarie

Cosa fai per guardare il tempo passare in notti solitarie, jonas? – chiese il vecchio Jack- Evito di guardare me stesso, Jack. – rispose Jonas-

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Cercava…

Cercava ribelle il sale sulla pelle un gioco di sguardi un pò discordi che giocano ad amarsi che stanno lì a sfamarsi della pelle e dei respiri un pò come il sangue i vampiri. Cercava l'onda nella quale non si affonda ma si nuota sorridendo si ride ubbidendo a quello che hai nel cuore a quello che tutti, qui, chiamano amore. Cercava la vita chissà dov'era finita poi l'ha trovata nel buio, lì, dimenticata. Cercava…

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L’unica aria che c’è

Come lo dici ad una donna così, stretta a te, ora, che tu l'ami e non faresti altro? Come glielo dici ad una donna così che sei debole e senza senso senza queste braccia ed il suo respiro. Come glielo dici, grossolano di un uomo, che lei è l'unica aria che c'è, qui.

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Quanto coraggio per volare…

E tentarono di tagliare le ali all'uccello felice, piume colorate volarono ovunque nel tentativo di fuga, e ci riuscì scappando, correndo veloce per poi aprire le ali. Per poi aprire le ali. Per poi aprire le ali. Aprire le ali e andare lontano. E' stupido farsi spennare dai soliti cacciatori, eppure l'uccello tornava ad ogni stagione in quella foresta per sentirsi a casa, per trovare quell'atmosfera macabra che fù la sua dimora, quando ancora non…

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Le mie parole..

Senti le parole leggere volare via dalla tua mente, aprono le ali enormi e volano via lasciando solo qualche segno sulla tua terra umida. Solo qualche orma. Addio parole, mi mancherete tanto, mi avete tenuto sempre compagnia ma ora la gabbia deve essere aperta e voi volerete via per decidere poi da sole se ritornare o meno, all'occorrenza della stagione, per fare a vostro piacere il nido su questo o quell'albero mio. Vi ho accudito…

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