Delle strade, di me che non oso ballare.
Ho convertito le tue proposte in qualcosa di quieto, di agile da smistare. Ho scavato a fondo, poi, per poterti dare qualcosa comunque, lasciarti il solito regalo che potrai scartare e godere: il tutto senza di me. Ho scelto un divano scomodo e non il letto, per poterci dormire quando e come voglio, per potermi sentire sempre di passaggio, poi, quando il gioco si farà duro ed io vorrò scappare. Giulia, che giri il mondo ballando…
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