Della tua mano tremante.

Abbiamo giocato a dirci chi non siamo, a presentarci in due minuti vomitando le informazioni più importanti, quelle più belle. Sarò corvo se tu sarai frumento, sarò vento quando tu starai affogando: non vedere nei miei occhi d’erbaccia l’infinito dei ricordi, parole mai dette e rabbia sempre e solo repressa; trova una risata mai forzata, un sonno mai voluto, uno sgomento nel fare e fare senza mai sostare, senza mai dire anche io oggi voglio…

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