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Delle nostre abitazioni, dei modi simili

Ho cercato per anni la bellezza, chiedendomi poi dove stessi sbagliando, quali strade tortuose stessi percorrendo. Ho trovato persone disposte ad ascoltarmi, a pesare le mie mani e qualsiasi mia parola. Mi hanno contato le rime, osservato gli occhi che impazzivano di voglie: finirà mai questo eterno andare e venire? Elena, che scappi ancor prima che possa farlo io, mi hai inciso addosso le somiglianze dei nostri comportamenti, le infinite scuse che non finiremo mai di…

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Elena, tra rimpianti e bussole rotte.

Mi chiedi perché scrivo poco, perché non disegno i tuoi occhi di carta mentre copro il mondo con la velina dai colori sgargianti, dai colori mutevoli come i miei sentimenti per te. Elena, che guardi da lontano senza rischiare di essere pasto della bestia che sono, mi ripeti di non allarmarmi, che tutto un giorno sarà solo il ricordo lontano di quello che siamo: io ti sussurro i miei nomi, i miei orgasmi nascosti tra…

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Elena (Di città abbandonate).

Ti ho guardato come si guarda il mare nei giorni d’inverno: eri vivo ma distante, ti agitavi per non farti toccare. Nel timido abbraccio ho sentito il tuo profumo, ho stretto con le dita la tua maglietta cercando di sentirti tra le mie braccia e rubare un attimo in più, un pò di calore che ho perso negli anni in corsa di questa vita. Giocherò con il mio vestito, stringerò i bordi e li stropiccerò…

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