Fare spazio, dormire al contrario.

Ti ho invitato nel mio bellissimo vuoto mostrandoti pareti stanche, armadi vuoti e pieni di voglie scadute: tu indossavi i miei sogni indicibili mentre io ti giravo attorno nel migliore dei balli egocentrici, nel milione di storie nonsense che coprono Roma fino a farla impazzire in questi ultimi colpi d’estate che proprio non vuole finire.

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