Delle tarme nei maglioni, di te che mi insegni a morire in pace.

Mi hai chiesto di assomigliare alle parole che scrivo, alle fotografie che scatto, a queste capriole che tento di fare senza riuscire, senza potere: mi chiedo come posso essere lama e manico, roccia e schiuma, complice e sopraffatto. Credo nelle battaglie navali e negli abissi inesplorati, l’infinità non mi fa paura ma il buio ancora mi intimorisce: ci sono ancora i fantasmi nell’armadio del nonno? Nonostante tutto girerò di notte, con le mie incertezze, cercando…

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