Perdersi in casa.
Ti ho chiesto di raccontarmi della tua solitudine notturna, di questi giorni che volano veloci tra il cercare eterno e l’attesa di un nuovo colore tra i tuoi bei pastelli da disegno. Io ti chiedevo le mani, per sentirne il calore, mentre tu guardavi le mie labbra consumate dal freddo e dall’ansia, da questo eterno andare e venire che non smette di prendere il suo spazio nella mia vita in costruzione. Era carta da parati…
Continue reading