I miei vetri sporchi.
Ho pensato che mi piaci mentre sei a testa in giù, tra la polvere e le scarpe rotte, su questo divano che urla dal dolore mentre noi ci balliamo sopra tutta la notte. Il mio caffè ha inondato i tuoi libri nuovi, le tue mani che imparano a giocare con la gente, con i lavori che tenti senza poi riuscire davvero. Dovresti giocare con me mentre Roma si quieta sotto i nostri riflettori enormi, tra i miei comodini stanchi che non…
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