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La storia dei padri, la storia dei figli.

Ho sfogliato gli album della mia memoria, le mani che mai sono riuscito a stringere: eri tu a scappare o io che fingevo di non averne bisogno? Nelle letture quotidiane dei nostri falsi sorrisi ho trovato somiglianze non negli occhi ma nell’affanno di chi corre via da tutto – persino da sé stesso. Oggi prendo gli schemi imparati dalla tua ombra e li strappo, non perché non son buoni, ma perché ne vorrei di veri.…

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Regali (in)aspettati.

Ho trovato il tuo regalo senza volerlo, è scoppiato in silenzio con lacrime e ricordi: mi hai raccontato della sedia vuota, dei tuoi viaggi solitari, di come il pane non finiva mai a fine gironata lasciandoti la voglia di scappare senza poi davvero farlo, senza mollare. Gireremo un giorno guardandoti negli occhi, io ti racconterò dei miei pianti in silenzio mentre tu mi spiegherai l’odore delle camelie, tua madre che muore lentamente ogni giorno. Chiara,…

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