Giocare con le parole, sorridere al vento.
Ti ho mostrato le mani, lasciato annusare il profumo che indosso, le paure che abito: tu guardavi Roma spegnersi sotto le nostre parole, io trovavo metafore da bruciare insieme alle mie sigarette stanche, ai fiori che mai ti avrei comprato. Abbiamo scambiato i pesi e le misure, le distanze tra i nostri averi e i nostri ripetuti errori: io disegnavo cerchi in aria mentre tu mi illustravi i pronomi, le leggi dell’avere, le tue teorie…
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