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Crateri

Ho abbracciato forte la tua assenza, il cratere enorme che c’è tra me e le tue mani sfuggenti. Ho trovato i pensieri mai detti, i segreti che nascondo persino a me stesso. Ed ho pensato che Roma ha dei posti stupendi dove scambiarci l’affetto, dove riprendere il calore che abbiamo sprecato negli anni della ricerca e delle prove. Che i miei baci sono solo un modo di tenerti accanto, l’ennesima menzogna per qualche ora di…

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Dei tuoi cuori nuovi, della plastica attorno ai polmoni.

Ho lasciato volare le nostre vecchie e buone intenzioni, i desideri incartati ormai deposti sui giuramenti e sulle aspettative, sul nostro DNA in declino. I legami di sangue sono ormai solo leggenda, si narra sia il bene e la voglia di toccarsi a regnare nei cuori di chi subisce le violente scelte di quello che chiamano amore. Stanotte non andar via, rimani con noi, ci saranno anni bellissimi per gli abbandoni, per le case rase…

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Primavera nella capitale.

Ho perso il segno nella lettura quotidiana di uno sfondo che sembra urlarmi contro, di una carta da parati che spesso si squarcia obbligandoti a guardarla con nuovi occhi. ” E’ la primavera ” – mi ripete Gaia sorridente, quasi stesse prendendo in giro la mia espressione assorta e diffidente davanti all’ennesimo Tevere che stanco e lento si lascia guardare. No, non farò a botte con la bellezza né mi lascerò soggiogare dall’istinto di chi vede…

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Spia-cente.

Come una spia mi nascondo dietro sorrisi e frasi fatte, aforismi catalogati nella mia piccola memoria da uomo finito: giro e rigiro nei meandri della mia mente, nelle sale d’attesa delle mie paure, ripensando alle mie insicurezze di uomo e alle mie gioie di donna. Sei bella, bellissima, mentre ti cammino accanto cercando di sentire il profumo di un amore che mai riuscirò a vivere per davvero: ne conosco a memoria le frequenze come fosse…

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A tratti è normale.

Mi piace la radio che rinasce dopo mezz’ora di metro, ai primi raggi del sole. Innamorarmi tra i vagoni di piscio, rotolarmi tra storie di libri e pezzi di vita rubati: c’è la zingara ed il barbone, la signora di prati e quell’uomo in giacca. Mi piacciono i denti che spuntano dalle labbra, bianchi, come la coscienza del macchinista quando Giorgio fece il suo tuffo finale aspettando la morte in cravatta e calzini bianchi: puliti…

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Solitudini (s)forzate.

Calo la testa nell’acqua al centro di una città pacata, privata dal trambusto osceno di quotidiana vita. Sento il mare e le sirene mentre si tappano le orecchie e mi bagno gli occhi di calore: sono un marinaio che solca i mari pericolosi, sono un pirata che ruba tesori alla regina, sono un topo di fogna scappano alla fama per andarsene nelle americhe lontane. E’ un dolce silenzio quello che rimbomba in questa stanza polverosa…

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Gli amori invernali

Mi sono tuffato in un letto di foglie tra il gelo di roma, ti ho vista in un finestrino appannato di un bus affollato era aria il tuo profumo che con discrezione respiravo a pieni polmoni senza farmi vedere, senza farmi sentire. Ho alzato la musica per lasciarmi andare, le buche di colpo son diventate spinte su altalene sospese nel vuoto tra le nuvole soffici e piene di neve. Tu, nuovamente, inverno.  

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