La notte a non dirsi le cose.
Rubammo il sesso tra le scatole dei nostri traslochi infiniti, tra i mobili montati male, nelle mie lenzuola impazzite come le tue gambe abbronzate che sembravano binari tra le montagne dei tuoi seni pungenti. Io affilavo le bugie, pulivo la vetrina in cui mi vedevi urlare rime e versi incandescenti. Tu ballavi la danza infinita della tua saggezza ripetendo a bassa voce parole lontane che sapevano del mare che non ho mai visto, della sabbia su cui solo…
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