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Della tua mano tremante.

Abbiamo giocato a dirci chi non siamo, a presentarci in due minuti vomitando le informazioni più importanti, quelle più belle. Sarò corvo se tu sarai frumento, sarò vento quando tu starai affogando: non vedere nei miei occhi d’erbaccia l’infinito dei ricordi, parole mai dette e rabbia sempre e solo repressa; trova una risata mai forzata, un sonno mai voluto, uno sgomento nel fare e fare senza mai sostare, senza mai dire anche io oggi voglio…

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Soffritto di sorrisi.

Non mi hai insegnato ad amare, né a sparare sui brutti e cattivi, ma a tagliare parole per renderle più buone, digeribili, mentre la pentola brucia calorie e noi corriamo ancora dietro le favole. Mi hai lasciato con in mano un manuale di cucina, non farò mai la bolognese né tutto quel pesce al forno ma la dedica la leggerò mille volte, come la poesia che non hai mai voluto scrivere per me, come le…

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